Personal Baby Massage

Diventare genitori non è semplice, nessuno ti insegna. Vivi i primi nove mesi leggendo, documentandoti, ascoltando

Mother's hands massaging little baby's foot

altre mamme ed altri papà e comunque fai fatica a sentirti pronta e pronto.

Tante domande e tanti dubbi: come cambierà lamia  vita? Tutti dicono “ti sconvolgono la vita” Non riesci ad immaginare come.

Non ho la ricetta per aiutarti in questo, al contrario ho competenza, sensibilità e pazienza. Sono una counselor e posso aiutarti a trovare il tuo modo per accogliere il tuo bambino e la tua bambina.

Personal Baby Massage nasce dal desiderio di starti vicino durante la gravidanza, per aiutarti a creare uno spazio ed un tempo di ascolto con il tuo compagno, la tua compagna, tuo marito o tua moglie. Sono incontri a domicilio in cui vi insegno delle tecniche di massaggio infantile. Avrete così il tempo di fare pratica tra di voi, di cominciare ad entrare in ascolto del vostro piccolo e della vostra piccola e nello stesso tempo fare un “carico” di energia per quando nascerà.

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Maternità. E se cominciassimo a pensare che per le aziende è una grande occasione?

Dirigo un’azienda nella quale l’80% dei circa 100 dipendenti sono donne e l’età media è di 35 anni. Ovviamente dobbiamo avere una politica di gestione del tema maternità. Quando intendo una politica, do per scontato che noi si faccia ciò che è nello spirito e nella prassi della legge Italiana. Ma non basta. In questo articolo proverò a spiegare perché.

graficoIn Italia la partecipazione al lavoro delle donne, nel terzo trimestre 2016, è stata del 48%, contro il 67% degli uomini. In Italia l’età media delle primipare è di 30,7 anni e il tasso di fecondità totale (numero medio di figli per donna) è di 1,35. Le donne percepiscono salari mediamente del 10,9% inferiori rispetto a quelli degli uomini (26.725 euro le donne contro i 29.985 degli uomini, fonte Job Pricing). La fertilità delle donne ha una evoluzione media come quella mostrata nel grafico a sinistra (Fonte: Management of the Infertile Woman by Helen A. Carcio and The Fertility Sourcebook by M. Sara Rosenthal). Continua a leggere “Maternità. E se cominciassimo a pensare che per le aziende è una grande occasione?”

Niente nido e part time negato: 10mila neo-mamme costrette a lasciare il lavoro

I numeri del ministero, in aumento, confermano la difficoltà di conciliare l’occupazione con la prole. Tanto da spingere molte madri a dimettersi. Senza considerare quelle precarie, alle quali basta non rinnovare il contratto

Niente nido e part time negato: 10mila neo-mamme costrette a lasciare il lavoro

Assenza di asili per i piccoli, di un aiuto dei parenti, impossibilità di ottenere un orario consono alle proprie esigenze. Sono tanti i motivi che spingono una neo-mamma a lasciare il proprio impiego. La prevalenza di contratti a tempo determinato rende impossibile una stima delle madri che smettono di lavorare dopo il parto. Una indicazione viene tuttavia dal servizio ispettivo del ministero, chiamato a verificare che le dimissioni presentate da una dipendente in gravidanza o nei primi tre anni di vita del bambino siano genuine e non frutto di pressioni o comportamenti illegittimi.
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Mamme lavoratrici in crisi. Tutto è pensato a misura d’uomo

Non è stato semplice incontrare Silvia P. Non è stato semplice convincere ad andare avanti con il suo ragionamento la mamma mamam-laoroche — scrivendo una lettera a Beppe Severgnini — ha acceso un dibattito così trasversale e clamorosamente condiviso. Non immaginava che le sue parole la facessero d’improvviso portavoce di così tante mamme convinte che sì, lavorare e avere dei figli in Italia è ancora un problema. «Il giorno in cui è stata pubblicata la mia lettera anche nel mio ufficio tutti ne parlavano. Diverse amiche mi hanno inoltrato il link, dicendomi: “Guarda, siamo tutte nella stessa barca”». Lei, avvocato in un
importante studio, si è ritrovata di colpo ad essere l’Elena Ferrante delle mamme. E anche adesso, passata qualche settimana, non se la sente di svelare la sua identità: «Preferisco di no. Sia per il mio lavoro, sia per la mia famiglia». Ecco un punto fondamentale: Silvia P. dice cose comuni a molte donne. Eppure, facendolo, si rischia ancora di apparire sovversive. Perché?

«Credo che abbia ragione chi sostiene che il femminismo è stato frainteso. Abbiamo inseguito dei modelli maschili pensando di raggiungere la parità. Non è andata bene. La vera rivoluzione sarebbe creare dei veri modelli femminili».

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Bonding (attaccamento): un legame per la vita

Un termine che nasce negli Stati Uniti nel 1982 e sintetizza in modo straordinario quel processo indispensabile senza il quale l’uomo non sopravvive. Deriva dall’inglese bond, che significa attaccare, vincolare,bonding-mamma-neonato-730x485 incollare, cementare: stiamo parlando del bonding, parola che indica quel legame profondo, specifico e permanente che permette di allattare, cullare, giocare con il proprio bambino, ma anche di proteggerlo, di non trascurarlo, di non abbandonarlo.

Si dice che il bonding permetta di utilizzare istinti nascosti sfruttando un “periodo sensibile”, che favorisce la nascita di una grande capacità comunicativa, quella stessa capacità che consente alle madri di rispondere efficacemente alle necessità del proprio bambino.

Come tutti i processi umani, anche il bonding è un processo complesso e articolato, ricco di variabili, condizionato dall’ambiente, dalle caratteristiche personali, dal tipo di parto, dallo stato di salute della mamma o del bambino.

Come favorire il bonding?

Gli studi hanno dimostrato come esista la possibilità di influire su questo processo, sia favorendolo sia ostacolandolo. Continua a leggere “Bonding (attaccamento): un legame per la vita”

Che mamma voglio essere!

Nell’ambito del percorso “Maternità e lavoro” ho incontrato Laura*, una neo mamma, libera professionista, diventata mamma di Viviana* da circa un anno. Mi racconta che per esigenze di lavoro è tornata al lavoro dopo circa un mese dalla nascita di Viviana. Si sente fortunata perché ha entrambe le nonne che l’aiutano ed un compagno molto presente e collaborativo. E’ una donna abituata a fare mille cose, anche quando è ferma il realtà sta pensando a tutto quello che deve ancora fare, mi dice che Viviana è una bambina fantastica.

Laura mi raccmammaonta che con la nascita di Viviana non sente cambiamenti in se, la piccola è una bimba bravissima, dove la metti sta, non chiede mai nulla, non “disturba”. Ho come la sensazione che Laura non abbia ancora consapevolizzato il fatto che ora è mamma.

Cominciamo il nostro breve viaggio esplorando il rapporto che Laura ha con Viviana, come passano il tempo insieme, quello che Laura prova quando è con Viviana. Parlo a Laura della Teoria dell’Attaccamento e dell’essere una base sicura per Viviana. Osservo che Laura comincia a riflettere su queste parole e poi mi dice “io voglio essere base sicura per Viviana, temo di non aver ancora creato una relazione con la mia piccola”. Ho come la sensazione che Laura stia cominciando a consapevolizzare che ora è una mamma, la mamma di Viviana. Continua a leggere “Che mamma voglio essere!”