Maternità. E se cominciassimo a pensare che per le aziende è una grande occasione?

Dirigo un’azienda nella quale l’80% dei circa 100 dipendenti sono donne e l’età media è di 35 anni. Ovviamente dobbiamo avere una politica di gestione del tema maternità. Quando intendo una politica, do per scontato che noi si faccia ciò che è nello spirito e nella prassi della legge Italiana. Ma non basta. In questo articolo proverò a spiegare perché.

graficoIn Italia la partecipazione al lavoro delle donne, nel terzo trimestre 2016, è stata del 48%, contro il 67% degli uomini. In Italia l’età media delle primipare è di 30,7 anni e il tasso di fecondità totale (numero medio di figli per donna) è di 1,35. Le donne percepiscono salari mediamente del 10,9% inferiori rispetto a quelli degli uomini (26.725 euro le donne contro i 29.985 degli uomini, fonte Job Pricing). La fertilità delle donne ha una evoluzione media come quella mostrata nel grafico a sinistra (Fonte: Management of the Infertile Woman by Helen A. Carcio and The Fertility Sourcebook by M. Sara Rosenthal). Continua a leggere “Maternità. E se cominciassimo a pensare che per le aziende è una grande occasione?”

Sei donna? Quanto è difficile fare impresa…

 

La strada dell’impresa è più ripida per le donne e ottenere i finanziamenti necessari più difficile. Ma una volta completata la scalata le imprenditrici donne performano bene tanto quanto gli uomini e sono ottimiste sull’andamento del proprio business. Insomma, bisogna faticare di più all’inizio (perché?) ma poi i risultati ci sono. E’ questo che dicono i numeri di due idonna-imprenditoria-720x406ndagini di Ocse e di Facebook appena presentate sulle piccole e medie imprese globali. E l’Italia non ne esce bene.

Secondo il rapporto Entrepreneurship at a Glance 2016 dell’Ocse, il gender gap nell’imprenditorialità femminile resta rilevante. La responsabile delle statistiche Ocse, Martine Durand, ha sottolineato nel corso della presentazione del rapporto che “il fatto che ci siano meno donne imprenditrici può derivare da diversi fattori, compresa la scelta personale, ma certamente si possono individuare almeno due barriere istituzionali che rendono più difficile l’ingresso nel mondo imprenditoriale per le donne”. Prima cosa, una donna ha più difficoltà a ricevere i finanziamenti: “Di fatto – ha spiegato Durand – le donne hanno più difficoltà ad ottenere denaro dalle banche… per qualche motivo! Probabilmente, mi viene da dire, per pura discriminazione: risulta infatti che in media le donne devono produrre un maggior numero di garanzie per ottenere un prestito rispetto agli uomini”. Un altro fattore, ha sottolineato Durand, è la maggiore difficoltà di accesso ai programmi istituzionali per favorire l’imprenditorialità. Risultato: “Un enorme potenziale che resta completamente inutilizzato”. Continua a leggere “Sei donna? Quanto è difficile fare impresa…”