Ansia per l’operazione? Ecco come placarla prima e dopo un intervento.

Provare ansia prima di affrontare un intervento chirurgico è una condizione normale. Ecco come affrontarla nel modo migliore possibile, agevolando così una più veloce convalescenza.

malasanita

È normale avere paura ed essere in apprensione pensando ad un intervento chirurgico, l’importante è non farsi sopraffare da queste forme di ansie, il rischio è quello di mettere a rischio il buon esito dell’operazione stessa. Un ciclo di colloqui di counseling (massimo 10/12 incontri) può essere un valido supporto per trovare le risorse e gli strumenti per affrontare l’ansia, gestire i mille pensieri ed arrivare all’intervento più preparati mentalmente. Il corpo sarà maggiormente ricettivo alle cure e più forte nel recupero delle forze.

L’ansia non è solo negativa, è uno stato d’animo che permette di portare l’attenzione su se stessi, sentendola possiamo scegliere di fare due cose: cercare di respingerla, con il risultato che potrebbe diventare sempre più forte, o ascoltarla, entrarci dentro e scoprire di cosa abbiamo veramente paura. Continua a leggere “Ansia per l’operazione? Ecco come placarla prima e dopo un intervento.”

Gruppo di Counseling per Neomamme e Neopapà

Mamma è la parola più bella sulle labbra dell’umanità”. Kahlil Gibran

PERCHE’ UN GRUPPO PER NEO MAMME (0-6 mesi)?

Il momento della nascita di un figlio o una figlia porta grandi cambiamenti a livello emotivo e fisico per la donna, percorsoper la coppia e per la famiglia.

Per il periodo della gravidanza le offerte di servizi sono moltissime. In questo periodo avete ascoltato i consigli di molte persone … e ora chi ascolta voi?

Spesso dopo la nascita ci si sente sole, totalmente travolte da nuovi ritmi, poppate, cambi di pannolini, che si aggiungono alla gestione della casa ed eventualmente di altri figli.

E’ difficile quindi ritagliarsi uno spazio “privato” per riflettere su di sé e sulla propria nuova vita e ruolo. Uno spazio in cui prendere un momento di respiro e “ricaricarsi”

Può essere, quindi, utile avere un gruppo di riflessione e di consapevolezza, costituito da altre mamme che vivono la stessa esperienza. 

Giovedì 26 Gennaio 2017 ore 10:30 – 12:00  Incontro Sei una mamma koala, una mamma anguilla o una mamma delfino? Un incontro per raccontarsi che mamma pensi e ti proponi di essere Continua a leggere “Gruppo di Counseling per Neomamme e Neopapà”

Mamme lavoratrici in crisi. Tutto è pensato a misura d’uomo

Non è stato semplice incontrare Silvia P. Non è stato semplice convincere ad andare avanti con il suo ragionamento la mamma mamam-laoroche — scrivendo una lettera a Beppe Severgnini — ha acceso un dibattito così trasversale e clamorosamente condiviso. Non immaginava che le sue parole la facessero d’improvviso portavoce di così tante mamme convinte che sì, lavorare e avere dei figli in Italia è ancora un problema. «Il giorno in cui è stata pubblicata la mia lettera anche nel mio ufficio tutti ne parlavano. Diverse amiche mi hanno inoltrato il link, dicendomi: “Guarda, siamo tutte nella stessa barca”». Lei, avvocato in un
importante studio, si è ritrovata di colpo ad essere l’Elena Ferrante delle mamme. E anche adesso, passata qualche settimana, non se la sente di svelare la sua identità: «Preferisco di no. Sia per il mio lavoro, sia per la mia famiglia». Ecco un punto fondamentale: Silvia P. dice cose comuni a molte donne. Eppure, facendolo, si rischia ancora di apparire sovversive. Perché?

«Credo che abbia ragione chi sostiene che il femminismo è stato frainteso. Abbiamo inseguito dei modelli maschili pensando di raggiungere la parità. Non è andata bene. La vera rivoluzione sarebbe creare dei veri modelli femminili».

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Lego Serious Play ®

Fare Team Building, negoziare, costruire un’identità di brand,
sviluppare leadership in azienda

La metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® nasce dall’idea di utilizzare nel mondo organizzativo i pezzi inventati da Ole Kirk Christiansen ispirandosi al modello comportamentale dei bambini e tornare a pensare con le mani. Il principio attivo arriva dalle neuroscienze: le mani sono connesse con circa il 70/80% delle nostre cellule celebrali; stimolando simultaneamente mani e cervello nella costruzione materiale di un artefatto, è possibile sollecitare l’apprendimento, il pensiero creativo, il problem dis-solving, la negoziazione, creando un clima collaborativo e costruendo risultati condivisi.
In un team, LSP consente ai parteclegoipanti di creare e poi negoziare le scelte e le proposte strategiche ed operative, in quanto l’uso del LEGO come metafora innesca un processo collaborativo a prescindere dal ruolo, dalle competenze, dalle credenze limitanti e dai presupposti dei partecipanti.

Concretamente

Si parte dall’analisi delle esigenze dell’azienda per disegnare un “workshop”.
L’intervento può durare dalla mezza giornata a più giornate, in funzione della complessità degli obiettivi.
Ogni workshop è costituito da parti pratiche, in cui i partecipanti utilizzano i mattincini, e parti di de-briefing, per analizzare, sviluppare e consolidare quanto emerso nelle fasi precedenti.

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La genitorialità come esperienza formativa

La genitorialità è un’esperienza che accresce le capacità individuali. Ne parliamo con Riccarda Zezza, cofondatrice di MaaM – Maternity as a Master, la piattaforma che si propone di valorizzare sul mercato del lavoro le competenze acquisite, da donne e uomini, nella cura dei figli

Erica Aloè
 Group Of Mothers With Babies At Playgroup

Da quando, negli anni sessanta del secolo scorso, Gary Becker [1] e Jacob Mincer[2] hanno presentato la loro teoria sull’offerta di lavoro individuale come una scelta razionale tra tempo dedicato all’attività di mercato e tempo dedicato al lavoro domestico, l’economia neoclassica ha cominciato a considerare la famiglia come un’unità produttiva e non solo di consumo. Ciononostante, le capacità acquisite nell’ambito domestico e familiare – come la preparazione dei pasti o la cura dei bambini e degli anziani – non sono mai state considerate al pari delle abilità lavorative e di conseguenza l’esperienza vissuta in questo contesto non è mai stata valutata sulla base del suo valore di mercato. Anzi, la donna che si allontana per un determinato periodo dal lavoro, per far fronte ai propri impegni di madre, si trova spesso al momento del rientro al lavoro a dover affrontare la svalutazione delle proprie capacità e, di conseguenza, anche delle proprie mansioni.

Il progetto “MaaM” (Maternity as a Master), ribalta drasticamente il modo di pensare la maternità sul lavoro e lo fa immaginando come le competenze necessarie alla cura possano essere portate fuori dall’ambito domestico. Autorevolezza, intensità di relazione, investimento continuo sull’altro, capacità di ascolto, strategie motivazionali sono tutte competenze che una donna può acquisire durante il proprio percorso di maternità e su cui le aziende potrebbero investire per aumentare la propria competitività. È questa l’intuizione dei due fondatori di MaaM, Riccarda Zezza e Andrea Vitullo, decisi a sfidare lo stereotipo che la maternità sia un punto di debolezza nel lavoro delle donne, e partendo proprio dal livello aziendale meno femminilizzato, vale a dire quello del management. Continua a leggere “La genitorialità come esperienza formativa”

La valenza formativa della maternità sul luogo di lavoro

Un articolo che illustra come il periodo della maternità può essere vissuto come un processo di formazione e sviluppo di nuove competenze e soft skills.

La generazione dei quasi-trentenni o dei poco-più-che-trentenni è certamente cresciuta con una serie TV che negli anni ’90 ha appassionato migliaia di persone: Friends. 10 stagioni nel corso delle quali i telespettatori hanno seguito da vicino le vicissitudini sentimentali, personali e lavorative dei sei protagonisti. In sottofondo un’America ruggente e senza l’ombra dello spettro della crisi economica.

klimtForse qualcuno ricorda che ad un certo punto della serie una delle protagoniste femminili, Rachel (Jennifer Aniston), abbandonata la carriera da cameriera, realizza il suo sogno di lavorare nel mondo della moda e viene assunta presso Ralph Lauren, dove inizia una carriera sfolgorante. Finché non rimane incinta. Finché perché, durante la maternità, viene sostituita da un giovane rampante che le fa capire senza tante cerimonie che durante la sua assenza farà di tutto per “soffiarle il posto”. E che i mesi durante i quali starà lontana dal lavoro saranno per lei una perdita di tempo, conoscenze e competenze.

Purtroppo, rispetto a 20 anni fa, tale concezione non è migliorata, forse è solo peggiorata. Il periodo in cui la donna si allontana dal posto di lavoro per la gravidanza viene ancora vissuto come un momento di impoverimento della sua professionalità, un ostacolo o un rallentamento lungo la sua carriera. Continua a leggere “La valenza formativa della maternità sul luogo di lavoro”

La maternità è un master che rende più forti uomini e donne

Da centinaisit maama di migliaia di anni, la natura lavora per affinare le capacità di cura delle madri, in funzione di preservare la prole e perpetuare e migliorare le specie. Già dalla gravidanza, il cervello della madre inizia a lavorare di più e in modo più efficace; quando il figlio arriva le energie aumentano: nonostante il carico di lavoro e di responsabilità, nonostante la mancanza di sonno, il genitore sviluppa una sensibilità speciale, quasi dei “super poteri”.

Non lo dicono le madri, lo dicono studi antropologici e scientifici e lo può sperimentare chiunque, anche senza procreare.
Non è infatti l’atto generativo ad innescare il cambiamento, ma l’esperienza di cura.

Immaginiamo ora di portare le competenze necessarie alla cura fuori di casa, per esempio sul lavoro: autorevolezza, intensità di relazione, investimento continuo sull’altro, capacità di ascolto, strategie motivazionali. Continua a leggere “La maternità è un master che rende più forti uomini e donne”