[LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE]

Il tema di oggi è Smart Working e il cambiamento. Lo SW è un modello di organizzazione del lavoro dove si possono conciliare le esigenze di vita privata delle persone con quelle delle aziende. Alcuni tra i presupposti per il vero SW sono fiducia da parte dei/lle manager, autonomia e responsabilità da parte degli smart workers.

In mezzo c’è un cambiamento culturale grandissimo della Leadership. Si chiede ai I/le manager di abbandonare il loro bisogno di controllo, di potere sulle persone e creare un rapporto di collaborazione, partecipazione e condivisione con gli smart workers.

I dipartimenti HR stanno vivendo quotidianamente colloqui di lavoro in cui sono i candidati e le candidate a chiedere se l’azienda ha adottato una policy sullo SW e immagino la difficoltà nel dire di no quando manca.

Alcuni management stanno introducendo lo SW con lo scopo di attrarre le persone ma nei fatti non sono ancora pronti al cambiamento di leadership. Come viene vissuto tutto ciò dalle persone? Come delle bugie, come non una reale volontà a introdurre lo SW, con il risultato che aumenta il malessere in azienda, ci si sente traditi e mancanza di coerenza. Questo è uno degli effetti boomerang nell’introdurre lo SW quando in realtà non si vuole cambiare la cultura della Leadership.

Cambiare è possibile, farsi accompagnare nel percorso aiuta a osservare e superare gli ostacoli. Ci vuole formazione, tempo, costanza e la volontà di cambiare.

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[I PREGIUDIZI SULLO SMART WORKING]

“Crea isolamento e riduce le relazioni sociali”, “chi è in SW lavora meno”, “diminuiscono le performance”, “è un benefit”. Queste sono tra quelle maggiormente ascoltate nelle varie aule di formazione sullo SW.

Tali pensieri possono ostacolare l’introduzione della modalità organizzativa agile, in generale i pregiudizi ostacolano ogni cambiamento.

Per passare da una organizzazione statica ad una innovativa e agile è fondamentale lavorare sulle resistenze al cambiamento. Il primo passo è quello di portare le convinzioni in superficie, esplicitarle, confrontarsi, condividerle affinché non restino inconsce e quindi “voci di corridoio”.

Si va sempre più verso uno SW ibrido, ad esempio fino a due giorni da remoto e tre in presenza; in questa modalità in che modo si perde la socializzazione? Cosa mi impedisce nella pausa caffè di chiamare il collega o la collega per sapere come sta? Quali dati portano a dire che le performance diminuiscono? Il riportare le obiezioni a degli elementi oggettivi può essere un buon modo per abbattere i pregiudizi.

Aumentando la comunicazione circolare è possibile superare tali ostacoli. I pensieri limitanti esistono sia dai/lle manager verso gli smart workers, sia tra gli smart workers stessi. Mi capita di sentire battute tra colleghi e colleghe che non agevolano il cambiamento.
Partendo da una comunicazione consapevole, continuo confronto e monitoraggio è possibile costruire lo SW giusto per la propria organizzazione.
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[COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI AGILI]


Dove nasce la necessità di una formazione per gli Smart Workers? Il lockdown ha spostato molte persone dall’ufficio a casa e ci siamo arrangiati cercando di ripetere esattamente la modalità lavorativa dell’ufficio in remoto. In qualche modo ci siamo riusciti, abbiamo improvvisato e in alcuni casi abbiamo portato a casa ottimi risultati. Ho ascoltato di dipartimenti, come quello amministrativo, di alcune aziende dove per la prima volta hanno chiuso in anticipo il bilancio.

A distanza di un anno e mezzo possiamo dire d’aver sperimentato l’homeworking e cominciare a ragionare se introdurre lo Smart Working, ovvero apportando i comportamenti organizzativi necessari affinché l’approccio al lavoro sia realmente agile e flessibile e non una mera ripetizione del lavoro in presenza.

Come si diventa degli Smart Workers? Quali sono le abilità che possiamo potenziare e che possono agevolare il lavoro da remoto? Comunicazione efficace, capacità di gestione del tempo, problem solving e capacità di assunzione del rischio, sono solo alcuni esempi di competenze trasversali fondamentali per poter lavorare efficacemente da remoto. Ad esempio quando si era tutti in presenza c’era molta più improvvisazione, appena avevo il bisogno di una informazione mi basta alzarmi e recarmi alla scrivania o nell’ufficio del collega, ora prima di iniziare un lavoro devo pensare alle esigenze che avrò, sia perché sarò da remoto, sia perché potrebbe non essere in presenza il mio collega o la mia collega.

Allo Smart Workers viene richiesta una maggior capacità di autogestione, definizione del lavoro da svolgere, pianificazione, richiesta di confronto, maggior flusso di informazioni e comunicazione, capacità di risoluzione dei problemi, per essere sempre più flessibile e agili nel raggiungimento degli obiettivi.

Attraverso fondi di Regione Lombardia è possibile allenare queste competenze con voucher. La formazione sarà alternata da momenti esperienziali (role playing, gaming,..) e parte teorica. Nel caso di classi composte da componenti della stessa azienda è possibile personalizzare il programma.

Nel link il calendario del corso: https://lnkd.in/eYVZcjz

[SPORTELLO DI COUNSELING AZIENDALE]

E’ un mezzo, uno strumento, un servizio a favore del benessere organizzativo.

Spesso non riconosciamo subito i primi segnali di stanchezza mentale, di stress che aumenta la sua intensità, osserviamo di sentirci confusi, nervosi, reagiamo con aggressività, a volte potremmo sentire un senso di nausea al rientro in ufficio.

Lo Sportello di Counseling è uno spazio in cui le persone hanno l’opportunità di esplorare questi comportamenti in cui non si riconoscono. E’ riservato, è un servizio a disposizione nel momento stesso in cui la persona ne sente il bisogno, quindi continuativo nel tempo per poter essere usufruito da chiunque nel momento stesso in cui si desidera parlarne. Lo Sportello di Counseling non è un corso di formazione, è un’azione a lungo termine, come il servizio mensa o infermeria, questo perché ogni persona ha i suoi tempi.

Quali sono i benefici a livello di organizzazione? Dolcemente cambiano i comportamenti, le relazioni interpersonali, le persone non scaricano più la frustrazione, rabbia, stress sul/la collega, c’è un posto dedicato dove lasciare tutto ciò. Dove si creano buone relazioni c’è anche una miglior diffusione delle informazioni, il flusso della comunicazione scorre in modo circolare e produttivo.

In cosa consiste lo Sportello di Counseling? Impegna circa 45 minuti una volta alla settimana, o ogni 15 giorni, su appuntamento per un certo numero di incontri concordati con l’organizzazione, per aver un senso almeno un pacchetto di 5 incontri. Ho incontrato aziende, come ad esempio Pearson, dove le persone hanno potuto usufruire di più incontri e i cambiamenti sono stati importanti. Per temi comuni a più persone, es. rientro in azienda, si possono attivare incontri di gruppo.

Per avere ulteriori informazioni sull’attivazione di uno Sportello di Counseling in azienda, in presenza o on line, è sufficiente scrivermi nella messaggistica.
#counselingaziendale#sportellodicounseling#benessereorganizzativo

[I DRIVER DELLE PERFORMANCE]

Leadership, motivazione, comunicazione, fiducia.
Settembre è alle porte, inizia il periodo in cui si lavora per chiudere bene l’anno e per mettere le basi del 2022. Si leggono segnali positivi di ripresa, la pandemia sembra essere contenuta con i vaccini. Mancano solo le persone per “spingere” sull’acceleratore.


Come stanno le persone? Sono pronte per raggiungere e sostenere le performance che servono? La risposta la puoi trovare osservando lo stile di leadership raggiunto, il livello di motivazione, la qualità della comunicazione e la fiducia creata nell’organizzazione.

La LEADERSHIP che sia generativa e positiva, in grado di far crescere le persone, la MOTIVAZIONE che sia intrinseca, che può sostenere nel tempo alte performance. La COMUNICAZIONE è fondamentale per una leardership diffusa e una fattiva collaborazione tra le persone e tra i team e che si sia sviluppata una FIDUCIA diffusa.

I DRIVER delle performance sono competenze trasversali e con ASSISTAL è possibile allenarle con il corso LEADERSHIP GENERATIVA POSITIVA.

I DRIVER delle performance sono competenze trasversali ed è possibile allenarle attraverso percorsi individuali ed aziendali.Info sui corsi aziendali: http://www.assistal.it/corsi-motivazionali/

Per percorsi individuali ricevo a Rozzano

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[OUTPLACEMENT PER LA RICERCA DEL LAVORO]

Il mercato del lavoro negli anni è cambiamento molto, oggi si dice che trovare lavoro è un lavoro. Se sei in una fase della tua vita in cui vuoi ritornare nel mondo del lavoro può esserti utile sapere come muoverti.Cv, lettere di presentazione, lettere di autocandidatura, simulazioni del colloquio, valorizzare le competenze trasversali ed altro ancora.Il percorso di Outplacement è un percorso individuale in cui si definisce l’obiettivo lavorativo e si mette in campo un piano d’azione.Gli strumenti applicati sono quelli del coaching.

Se vuoi avere maggior informazioni scrivi a: demeydeborah@gmail.com

#obiettivolavoro#outplacement#job

[ALLENARSI AL CAMBIAMENTO]

change-671371_1920L’ultimo fine settimana di maggio l’ho passato in un aula virtuale esercitandomi con l’intelligenza emotiva, leadership emotiva ed il cambiamento.
Accompagnata e sostenuta da un ❤️ gruppo bellissimo di colleghe e colleghi counselor, guidati da un trainer fantastico, Marco D’Appollonio.
🔹Ed ora inizia la fase dell’allenamento per attuare il vero cambiamento, un passo alla volta, giorno dopo giorno.

Ho individuato uno strumento utile per l’allenamento, definito l’action plan, ora non resta che partire.
➡️Ho deciso di registrare 10 brevi (10 minuti) interventi come fossero 10 passi nel cambiamento. Ed ora che l’ho scritto ho assunto ufficialmente un impegno (più per me per smettere di continuare a rimandare e continuare ad assecondare la resistenza).
#change #cambiamento #resistenza #intelligenzaemotiva #empowerment

Il Counseling per le organizzazioni

coach-di-consulenza-per-diverse-squadre-di-avvio_74855-2741I nuovi contesti organizzativi in cui si vogliono sviluppare contemporaneamente benessere organizzativo, partecipazione attiva delle persone e competitività, pongono una sempre maggiore attenzione alla dimensione individuale, alle capacità manageriali e allo sviluppo dei singoli.

L’elemento che può caratterizzare positivamente ogni cambiamento nei sistemi organizzati è l’ascolto delle persone in modo sincero, profondo e professionale, che diventa funzionale a far emergere criticità e talenti nascosti, risorse inaspettate, ed a coinvolgere più persone verso relazioni più efficaci e funzionali.

In ambito aziendale il counseling unisce l’attenzione al benessere e alla salute con quella ai processi gestionali orientati anche allo sviluppo individuale; dalla facilitazione delle relazioni interpersonali e di gruppo alla tematica dell’empowerment, dalla gestione dei processi attraverso la ownership individuale, alla gestione per competenze. (Carrol, Riessman, 1995)

Le organizzazioni sono delle strutture composite e complesse, sono fatte di persone, di relazioni, di una struttura sociale, di tecnologie, perseguono degli obiettivi ed operano in un determinato ambiente. Hanno un’anima che è più della somma delle parti che la compongono.

Persone e aziende condividono un bagaglio di esperienze che entra necessariamente nell’operatività del lavoro, fatto di obiettivi, di aspettative, di delusioni e che può influenzare la motivazione con ricadute negative sulla produttività e sul rendimento. Tale bagaglio influenza il clima organizzativo portando criticità nelle fasi di cambiamento (implementazioni nuovi business, fusioni, etc.)

La capacità produttiva di un’organizzazione è direttamente proporzionale al benessere delle risorse umane, e sempre più per sviluppo delle risorse umane si intende un insieme di programmi e di attività che influenzano positivamente lo sviluppo dell’individuo, la produttività e il profitto delle organizzazioni (Sinith, 1093).

Il Counseling Aziendale si pone come strumento per lo sviluppo psico-emotivo della persona all’interno di un’organizzazione e di supporto nelle fasi di cambiamento. Gli interventi hanno come obiettivo principale la promozione di un clima positivo interno ai contesti lavorativi, da raggiungere attraverso una migliore comunicazione interna, lo sviluppo della leadership, maggior empowerment, competenze sulla gestione dei conflitti e la negoziazione.

Il Counselor è un professionista della relazione d’aiuto capace di ascolto attivo, perché pone al centro le persone senza condizionamenti, profondo, perché vuole andare oltre le apparenti risposte superficiali, professionale perché allenato e dotato di tecniche specifiche acquisite in anni di formazione che gli permettono di accompagnare le persone nelle fasi di cambiamento.

L’applicazione del Counseling può avvenire in ambiti diversi: nel diversity management, nel welfare aziendale, nel work-life balance e nell’outplacement, e mira alla soddisfazione dei bisogni delle singole persone o dei gruppi. Con il Counseling individuale si lavora per il miglioramento delle competenze (gestione del tempo, delega, gestione dei collaboratori), delle difficoltà personali (familiari, relazionali), delle difficoltà lavorative (demotivazione, stress, scarsa produttività, resistenza al cambiamento, prevenzione del burn-out), quindi per la gestione delle fasi di cambiamento (rientro dal congedo, avvicinamento alla pensione, cambio di mansione, trasferimento, outplacement). Il Counseling di gruppo, invece, diventa lo strumento per lavorare sul team building, team work, nella gestione dei conflitti, utile nei percorsi di ristrutturazione aziendale, sulla motivazione dei team di lavoro.

L’ampia panoramica di applicazione del Counseling alle organizzazioni ne fa immaginare un naturale inserimento nelle azioni adottate dalle aziende verso una loro sempre maggiore sostenibilità. In tale ottica, andremo ad approfondire le varie applicazioni del Counseling nei prossimi articoli.

Scritto e pubblicato su https://farewelfare.it/blog/il-counseling-per-le-organizzazioni/

COOPERATIVA SOCIALE & WELFARE

 La cooperativa Sociosfera ha aderito al progetto “Governare gli Equilibri”, finanziato da Regione Lombardia, capofila Azienda Sociale Sud Est Milano, grazie al quale 8 aziende, con almeno una sede operativa nel Territorio Asst Melegnano Martesana, potranno usufruire del supporto di un Welfare Manager per sperimentare il Welfare Aziendale.

La cooperativa nasce nel 2015 come una fusione per incorporazione di 5 cooperative sociali. Nel primo incontro si è parlato della loro storia e dei loro desideri e bisogni. La nuova cooperativa sta attraversando un cambiamento organizzativo importante, hanno un piano welfare “calato dall’alto” ed attuato parzialmente e vorrebbero che venisse sfruttato maggiormente.

Nelle mese di settembre si procederà con le attività per l’analisi organizzativa e dei bisogni

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[PUBBLICA AMMINISTRAZIONE & WELFARE] – Parte 1

Il Comune di Trezzo sull’Adda ha aderito al progetto “Governare gli Equilibri”, finanziato da Regione Lombardia, capofila Azienda Sociale Sud Est Milano, grazie al quale 8 aziende, con almeno una sede operativa nel Territorio Asst Melegnano Martesana, potranno usufruire del supporto di un Welfare Manager per sperimentare il Welfare Aziendale. Nel primo incontro con l’ufficio del personale è emerso subito l’obiettivo: rendere il comune una “azienda” più attrattiva per nuove assunzioni e per i cittadini.

L’aspettativa è che un Piano Welfare possa unire l’obiettivo con l’accompagnamento ad una maggior integrazione tra i colleghi in parte giovani e neo assunti ed in parte con più anni di servizio. Nelle prossime settimane si proseguirà con l’analisi organizzativa e dei bisogni.

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