EMPOWERMENT PER RICOMINCIARE

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Da circa 3 anni conduco percorsi empowerment per donne fuori dal mercato del lavoro.

Ogni volta ho la fortuna di conoscere storie bellissime di donne che hanno scelto di rinascere creando a propria autonomia economica.

Durante il percorso insegno la comunicazione efficace, aiuto a consapevolizzare le soft skills che maturano con la maternità ed infine le accompagno nella scoperta di un loro obiettivo.

L’empowerment è “un processo di crescita, sia dell’individuo sia del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale” (wikipedia).

Molte delle donne che incontro hanno perso il lavoro, 99 su 100, per la difficoltà di conciliazione dei tempi lavoro famiglia (mancanza di worl life balance dell’azienda)  e lontane dal mercato del lavoro hanno perso stima di sè, l’autodeterminazione che le motiva. Con questo percorso riscoprono le proprie competenze, attitudini. Alcune si reinventano.

Durante il percorso empowement arriva il momento di definire l’obiettivo, che può essere di vita personale o professionale. Il collage è la tecnica che utilizzo affinchè escano dalla razionalità e si permettono di ascoltare quello che desiderano realmente.

Questa mattina ero a Corsico e le donne, attraverso le immagini, hanno definito il proprio obiettivo. L’esplorazione per loro continua…

 

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Cosa fa una counselor?

Immagina di chiedermi: “cosa fa una counselarisaor?” Ti posso rispondere con una canzone… Questa canzone.
“Io sono qui Per ascoltare un sogno Non parlerò Se non ne avrai bisogno Ma ci sarò Perché così mi sento Accanto a te”, si ci sono per ascoltarti senza giudizio e nell’accettazione incondizionata di te, così come sei.
“Risolverò Magari poco o niente Ma ci sarò E questo è l’importante”, potrebbe essere perchè il nostro percorso può durare dai 10 ai 12 incontri, lavoreremo su obiettivi, non posso aiutarti nelle ferite del passato, posso aiutarti ad affrontare l’oggi.
“Acqua sarò Che spegnerà un momento Accanto a te
Viaggiando controvento”, si perchè avrai l’opportunità di fare, forse per la prima volta, nuove esperienze, arriveranno nuove idee che mai avresti pensato.
Continua a leggere “Cosa fa una counselor?”

Stress da pre vacanza

 

Per molti le vacanze sono quasi alle porte, si attende tutto l’anno questi mesi estivi e proprio quando ci avviciniamo sempre più all’ultimo giorno di lavoro sentiamo che aumentano i sintomi da stress: ci sentiamo nervosi, ansiosi, alcuni depressi.

Mi capita spesso che arrivano  nuovi clienti proprio in questo periodo e mi raccontano che l’andare in vacanza significa anche abbandonare temporaneamente i ritmi quotidiani, il proprio ambiente, e per le persone un pò ansiose questo è fonte di stress.

Gli adolescenti mi portano eccitazione e gioia, quelli più timidi sento un aumentare dell’agitazione per l’idea di vivere nuove esperienze o fare nuove conoscenze.

Quindi c’è lo stress legato a certe insicurezze legate ad un non buon rapporto con il proprio corpo e la propria immagine corporea, l’idea di spogliarsi, indossare solo un costume può essere una fonte di stress.

E allora come fare a superare lo stress da pre vacanza? Per ognuno c’è un percorso specifico e soggettivo, attraverso il counseling breve si possono imparare piccole strategia che aiutano a viversi serenemante le tanto attese vacanze.

 

Gruppo di Counseling per Neomamme e Neopapà

Mamma è la parola più bella sulle labbra dell’umanità”. Kahlil Gibran

PERCHE’ UN GRUPPO PER NEO MAMME (0-6 mesi)?

Il momento della nascita di un figlio o una figlia porta grandi cambiamenti a livello emotivo e fisico per la donna, percorsoper la coppia e per la famiglia.

Per il periodo della gravidanza le offerte di servizi sono moltissime. In questo periodo avete ascoltato i consigli di molte persone … e ora chi ascolta voi?

Spesso dopo la nascita ci si sente sole, totalmente travolte da nuovi ritmi, poppate, cambi di pannolini, che si aggiungono alla gestione della casa ed eventualmente di altri figli.

E’ difficile quindi ritagliarsi uno spazio “privato” per riflettere su di sé e sulla propria nuova vita e ruolo. Uno spazio in cui prendere un momento di respiro e “ricaricarsi”

Può essere, quindi, utile avere un gruppo di riflessione e di consapevolezza, costituito da altre mamme che vivono la stessa esperienza. 

Giovedì 26 Gennaio 2017 ore 10:30 – 12:00  Incontro Sei una mamma koala, una mamma anguilla o una mamma delfino? Un incontro per raccontarsi che mamma pensi e ti proponi di essere Continua a leggere “Gruppo di Counseling per Neomamme e Neopapà”

L’inizio di una vita da counselor

Ed ora comincia l’avventura… Quella della libera professione, quella del fare ciò che più mi piace, quella del non avere un orario fisso e la libertà di scegliere la propria agenda e molto altro ancora…Psychologist office cabinet room vector illustration

Venerdì 16 dicembre ho ricevuto il diploma da Counselor Professionista. Mi sono preparata 3 anni per questo. Non starò a spiegare cosa fa il counseling, è possibile trovare la definizione nei vari motori di ricerca, voglio raccontarvi come io sarò una counselor.

Arrivo al counseling grazie al ruolo di coordinatrice e formatrice che ricoprivo presso la società partecipata per cui ero assunta fino a marzo 2016. Ad un certo punto ho sentito il desiderio di approfondire le tematiche legate alle relazioni e alla comunicazione. Già dal primo modulo al microcounseling ho sentito d’essere nel posto giusto. Sono stati anni di studio, di sacrifici, di crescita interiore e di formazione. Nel dicembre 2015 la società per cui lavoravo è stata messa in liquidazione e da qui la scelta di non voler essere ricollocata e di proseguire la mia vita lavorativa da libera professionista… L’essere a casa mi ha permesso di dedicare del tempo alla tesi e concludere così il percorso di formazione entro i tre anni.

Oggi sono ufficialmente una counselor e che counselor sono? Continua a leggere “L’inizio di una vita da counselor”

Bonding (attaccamento): un legame per la vita

Un termine che nasce negli Stati Uniti nel 1982 e sintetizza in modo straordinario quel processo indispensabile senza il quale l’uomo non sopravvive. Deriva dall’inglese bond, che significa attaccare, vincolare,bonding-mamma-neonato-730x485 incollare, cementare: stiamo parlando del bonding, parola che indica quel legame profondo, specifico e permanente che permette di allattare, cullare, giocare con il proprio bambino, ma anche di proteggerlo, di non trascurarlo, di non abbandonarlo.

Si dice che il bonding permetta di utilizzare istinti nascosti sfruttando un “periodo sensibile”, che favorisce la nascita di una grande capacità comunicativa, quella stessa capacità che consente alle madri di rispondere efficacemente alle necessità del proprio bambino.

Come tutti i processi umani, anche il bonding è un processo complesso e articolato, ricco di variabili, condizionato dall’ambiente, dalle caratteristiche personali, dal tipo di parto, dallo stato di salute della mamma o del bambino.

Come favorire il bonding?

Gli studi hanno dimostrato come esista la possibilità di influire su questo processo, sia favorendolo sia ostacolandolo. Continua a leggere “Bonding (attaccamento): un legame per la vita”

Lego Serious Play ®

Fare Team Building, negoziare, costruire un’identità di brand,
sviluppare leadership in azienda

La metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® nasce dall’idea di utilizzare nel mondo organizzativo i pezzi inventati da Ole Kirk Christiansen ispirandosi al modello comportamentale dei bambini e tornare a pensare con le mani. Il principio attivo arriva dalle neuroscienze: le mani sono connesse con circa il 70/80% delle nostre cellule celebrali; stimolando simultaneamente mani e cervello nella costruzione materiale di un artefatto, è possibile sollecitare l’apprendimento, il pensiero creativo, il problem dis-solving, la negoziazione, creando un clima collaborativo e costruendo risultati condivisi.
In un team, LSP consente ai parteclegoipanti di creare e poi negoziare le scelte e le proposte strategiche ed operative, in quanto l’uso del LEGO come metafora innesca un processo collaborativo a prescindere dal ruolo, dalle competenze, dalle credenze limitanti e dai presupposti dei partecipanti.

Concretamente

Si parte dall’analisi delle esigenze dell’azienda per disegnare un “workshop”.
L’intervento può durare dalla mezza giornata a più giornate, in funzione della complessità degli obiettivi.
Ogni workshop è costituito da parti pratiche, in cui i partecipanti utilizzano i mattincini, e parti di de-briefing, per analizzare, sviluppare e consolidare quanto emerso nelle fasi precedenti.

Continua a leggere “Lego Serious Play ®”

Counseling: che cos’è e a cosa serve, i risvolti di una professione sempre più richiesta

La professione del counselor è sempre più conosciuta e diffusa in Italia, chi si rivolge a questo professionista esperto in relazione d’aiuto e cosa aspettarsi da lui? UrbanPost ha intervistato Claudia Montanari, co-fondatrice dell’ ASPIC (Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità), e tra i pionieri del counseling italiano</strong>

Ecco cosa ci ha detto Claudia Montanari, co-fondatrice dell’ ASPIC (Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità) sullo stato del counseling in Italia

Da dove nasce la dommontanarianda e l’offerta di counseling è una questione legata solo alla salutogenesi?
“La storia del counseling in Italia è ampia. Noi abbiamo iniziato i corsi come Aspic nell’88, le prime forme che lo hanno pubblicizzato sono ancora precedenti, quindi una lunga storia. La domanda è iniziata come bisogno di comunicare con qualcuno che non facesse parte di un’area sanitaria, ma di un’area umanistica, non a caso la nostra ottica è di tipo umanistico, che fa riferimento alla psicologia umanistica. La richiesta d’ascolto sembra che faccia parte delle relazioni umane, come ad esempio nel mondo religioso si può far ricorso a un padre spirituale o a una figura religiosa, allo stesso nel mondo laico si può fare riferimento ad altre figure e tra queste c’è sicuramente quella del counselor. Questa parola, counselor, che è stata intraducibile in italiano, ha creato non poche difficoltà per la comprensione rispetto al pubblico, quindi si è dovuto faticare anche nel saper dare forma a questa attività professionale che prima vedeva affiancati altre forme di aiuto come quello del medico, dell’infermiere, dell’educatore-pedagogista, dello psicologo, figure che viaggiavano insieme, poiché non avevano un’identità professionale distinguibile. Anche la legislazione sulla figura dello psicologo è arrivata nell’89, in grande ritardo rispetto al resto d’Europa. Oggi sono dispiaciuta, essendo io psicologa, che ci sia incomprensione rispetto a figure parallele e distinte, perché più c’è un riconoscimento di come dev’essere una figura professionale, più questo permette un esercizio della professione nella legalità e senza abusi. I counselor sono tanti, nell’ultimo mese e mezzo ci sono stati tre convegni di diverse associazioni professionali di counselor, quello della Reico, della Cncp e quello della Federcounseling con Assocounseling. Oggi c’è una forte presenza e un forte desiderio di questo tipo di relazione anche da parte del pubblico, proprio per la brevità del percorso, perché se io sono una persona che vuole solo stare bene superando qualche piccolo intoppo nel mio percorso di vita e voglio una persona che mi ascolti, che mi accompagni nella vicinanza in un mondo che va troppo velocemente, il counselor ha diritto d’esistenza”. Continua a leggere “Counseling: che cos’è e a cosa serve, i risvolti di una professione sempre più richiesta”