[DIALOGO MADRE E BAMBINA/O]

dialogo nascitaE’ sempre bello leggere da più fonti, da più persone del dialogo che mamma e bimbo/a hanno già durante la gestazione, fin dal concepimento. Più se ne parla e sempre più future mamme e futuri papà hanno l’opportunità di affrontare la nascita in modo consapevole.

L’articolo che allego, scritto da Mariolina Ballardini, parla proprio di questo, di come il dialogo cresce con il passare dei mesi, come, con il crescere del feto, si formano emozioni e sensazioni.

Con il Rebirthing questo è chiaro, è percepibile, è ricordato. La sessione in acqua calda permettere di rivivere la nascita perchè tutto è registrato nelle nostre cellule, nulla viene dimenticato. Ed il counseling?
Il counseling può aiutare i futuri genitori ad affrontare i nove mesi in modo più sereno. La nascita di un figlio/a, soprattutto se è il primo, comporta spesso paure, pensieri che provocano ansia come: sarò all’altezza, sarò abbastanza, riuscitò a farlo stare bene, ecc…

Con il couseling si impara a stare nel qui e ora, a vivere la nuova avventura giorno dopo giorno, a riscoprismi perfetti così come si è, accompagna alla nascita dolce e consapevole.

http://siabonline.wixsite.com/blog/single-post/2018/02/03/Il-Dialogo-tra-Madre-e-Bambino

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[MANAGER DELLA FELICITA’]

lavoro feliceQualche giorno fa è stato pubblicato su Repubblica,it un articolo sul “Direttore della felicità” come nuova figura professionale.

Scherzosamente ho pubblicato un post sul mio diario di Facebook con scritto “mi candidato a direttrice della felicità”, in realtà neanche tanto scherzosamente.

La figura professionale del Counselor ha realmente la formazione e le competenze per ricoprire questo ruolo, applica strumenti ed approcci orientati al benessere. Ascolto attivo, comunicazione efficace sono alla base degli interventi del counseling.

Ed essattamente come dice l’articolo vai con gli sportelli di counseling in azienda

http://www.repubblica.it/economia/miojob/2018/02/01/news/dipendenti_e_benessere_in_azienda_arriva_il_direttore_della_felicita_-187706183/

[POWER SONG] ESSERE UNA BAMBOLA?

Betta-Lemme-BambolaLa power song di oggi ha una testo particolare, per me può avere diverse letture: l’autostima, l’amore per se stesse, le nostre fragilità che possono annebbiare i rischi di amori non giusti per noi, la dipendenza dall’altro.

In realtà il tutto si potrebbe ricondurre ad un concetto: avere fiducia in se stesse. Se impari a credere in te stessa, ti accetti ed impari ad amarti. Allora l’incontro con lui sarà magico, libero, non basato sulla soddisfazione di un bisogno, dipendente.

Sarai sicura, solida, avrai una luce ed un’energia che illuminerà in modo naturale la persona giusta per te e ti permetterà di riconoscere quella persona non buona.

Non correrai il rischio di sentirti una bambola in balia dell’altro, non ci saranno attese per te perchè se lui non ti chiamerà tu scrollerai le spalle e dirai “peggio per lui”

Estratto della canzone:
Pour toutes ces fois ou j’ai ignoré cette voix, voix, ouais
Per tutte queste volte in cui ho ignorato quella voce. Voce. (Si)

Ce chuchotement qui’me disait clairement “Garde à toi!” À toi, ouais
Questo sussurro che mi diceva chiaramente: “Tieni a te stessa!” a te (Si)

Envoutée, j’ai eu confiance, tombée dans ta danse, ta danse, ouais
Stregata, mi sono fidata, finendo nelle tue grinfie. Le tue grinfie (Sì)

L’amour ne se joue pas, maintenant ce sera sans moi
Con l’amore non si gioca, ora dovrai divertirti senza di me.

[NEOMAMME E LAVORO]

mamma-4-619x368115mila neomamme che tra il 2011 e il 2016 sono state costrette a uscire dal mercato del lavoro.
Una su due ha meno 35 anni, ma la loro è una scelta obbligata dall’impossibilità di far conciliare la propria vita professionale con la cura di un figlio.
Esistono già molti strumenti a favore della conciliazione tempo lavoro famiglia ancora poco usati: il part time, lo smart working, orario flessibile, negli ultimi anni sono stati stanziate agevolazioni fiscali per le aziende e nonostante tutto ciò le donne si trovano costrette a rinunciare al lavoro per potersi prendere cura della propria famiglia.

Perchè è ancora così difficile? Credo che la motivazione stia nella mancanza di vere e proprie politiche di pari opportunità che portino le aziende ad inserire nei propri bilanci la voce azioni positive.
Molti paesi europei hanno trovano la soluzione, i numeri parlano chiaro, la dove ci sono servizi e politiche aziendali atte alla conciliazione per i collaboratori e le collaboratrici aumenta il tasso di natalità e l’occupazione femminile. In fine dei conti non bisogna inventarsi nulla di noi, sicuramente essere disposti ad un cambiamento culturale aziendale e delle politiche del lavoro.

Ancora oggi al lavoro femminile non viene riconosciuto lo stesso valore del lavoro maschile, quello delle donne è ancora “un di più”, tale pensiero è dimostrato dalla retribuzionen inferiore delle donne rispetto agli uomini per la stessa mansione.

E allora che fare? Ad oggi una soluzione è la libera professione, l’autoimprenditorialità, diventare freelance. Le donne hanno importanti competenze, molte più soft skills degli uomini dati dalla maternità, sicuramente ancora poco consapevolizzate dalle stesse. E quindi mettersi in gioco, inventarsi il proprio lavoro e riprendersi in mano la propria vita e la gestione del proprio tempo

Come? Innanzittutto lavorando su di sè, sulle insicurezze e le paure di mettersi in proprio, con il sostegno di altre donne, con il supporto di un/una carrer counselor ed altro ancora. Questo è quello che faccio grazie all’associazione Donne Intrecci.
https://it.businessinsider.com/lesercito-silenzioso-delle-115mila-mamme-che-non-possono-lavorare-nellindifferenza-del-governo/?ref=fbpr

[POWER SONG] Noi siamo uno

ok-per-uso-promo-u2-holland-copyright-anton-corbijn-49-alt-rev2Oggi una power song da urlo… One degli U2. Ascoltata, cantata, tradotta, una canzone che è stata colonna sonora di molti

La voglio dedicare alle persone che hanno imparato a conoscere se stesse, ad amarsi, a riconoscere ciò che è buono per se stessi. Grazie a questa conoscenza sanno dire di no, sanno prendere le distanze da ciò che può fargli male.
Conoscono la sofferenza e quindi possono prenderne le distanze quando la incontrano.

Il conoscere se stessi permette di vedere l’altro, sentire il legame che unisce le persone nello stesso tempo aiuta a mantenere la propria autonomia, la propria identità e differenza dall’altro, non si rischia di confondersi con l’altro in nome dell’amore e si resta liberi.

Estratto dal testo:
Love the higher law
L’amore è la più nobile delle leggi

You ask me to enter
mi hai chiesto di entrare

But then you make me crawl
ma poi mi hai fatto strisciare

And I can’t be holding on
ed io non posso tenermi stretto

To what you got
A quello che hai

When all you got is hurt
se quello che hai è sofferenza

Uomini liberi dalla violenza

uomini liberi dalla violenzaUomo maltrattante, chi è, qual’è il suo profilo, come riconoscerlo?
E’ un uomo comune, insospettabile, non ha un’estrazione sociale specifica, è di qualsiasi grado d’istruzione, spesso ha un’istruzione superiore, ha qualiasi età, non soffre di disturbi psichiatrici, aderisce a modelli culturali tradizionali.

Come si comporta rispetto alla violenza?
Nega o minimizza la gravità del suo atto, per lui la colpa è sempre della donna o da fattori esterni. Lui dice che ha “semplicemente” perso il controllo.
Si giustifica negando, spesso dice: non sono stato io, non sono la persona che usa violenza contro le donne. Non ricorda d’aver fatto del male, nega d’aver fatto male. Si giustifica dicendo che è stato provocato, perchè lei ha speso troppo, non ha cucinato bene, parla troppo, lo fa ingelosire e lo fa apposta, gli mette i figli contro, lo stressa.

La violenza domestica segue un escalation, si chiama ciclo della violenza, che porta ad intensificare sempre più il grado di violenza fino ad arrivare al femminicidio.

E’ possibile uscire la violenza. Decidendo di cambiare, attraverso un percorso di consapevolezza, avendo la volontà di accettare che oggi la violenza è un modo che hai di di esprimerti e quindi di voler trovare modi diversi di espressione del tuo sentire.

Il counseling è uno strumento che può aiutare a liberarsi dalla violenza. Gli anni di volontariato in un centro antiviolenza oggi mi aiutano ad accogliere l’uomo che ha deciso di voler cambiare per vivere meglio, perchè ama veramente la sua compagna/moglie, ama i suoi figli e vuole essere un uomo diverso anche per loro.

Se ti riconosci nelle descrizioni o in qualche situazione della ruota allora , insieme possiamo farne molti altri.ruota violenza

[POWER SONG] Autostima, il tuo scudo

megoniNella power song di oggi voglio raccontarti del potere dell‘autostima usando le parole di Mengoni.
L’autostima è una conquista, è un obiettivo, la cima da raggiungere e quando l’avrai raggiunta di proteggerà con il suo scudo, l’autostima è il tuo guerriero, è la tua guerriera. E’ la parte di te che ti difenderà, ti proteggerà, ti abbraccerà per darti forza sempre. L’autostima la raggiungi se impari a credere in lei, a credere in te.

Come si può raggiungere la cima dell’autostima? Con coraggio, consapevolezza, affrontando tutte le credenze negative che hai assimilato, cambiando quello che è sempre stato e che ti faceva sentire piccolo, piccola, imparando a dire NO, accogliendo le tue fragilità e trasformandole in forza, il qualità. Continua a leggere “[POWER SONG] Autostima, il tuo scudo”

[POWER SONG] LIBERI DAL CONTROLLO

pinkPink descrive molto bene quello che capita a molti: sentire la delusione.
Sei sempre disponibile, pensi agli altri, ti illudi che dicendo sempre si poi arrivi l’amore ed invece poi… Arriva la delusione.

Sei nella fiducia e credi che se dici sempre si poi tutti vivranno  felici e contenti e ti rendi conto che non è così. Quanto tempo vuoi ancora fare passare prima di dire BASTA!!!, per cominciare a dire i primi NO. Cominciare a pensare un pò a se stessi è giusto, è buona cosa per te.

Con un percorso di counseling posso aiutarti ad imparare il sano egoismo che ti permette di costruire la vita che desideri, libera dal controllo ed esattamente come la vuoi.

Estratto dalla canzone di Pink – What About Us

Sticks and stones they may break these bones
Pietre e bastoni potranno anche spezzarmi le ossa

But then I’ll be ready, are you ready?
Ma sarò pronta,tu sarai pronto?

It’s the start of us, we cannot come on
Iniziamo a svegliarci, forza

Are you ready? I’ll be ready
tu sarai pronto? Io sono pronta

I don’t want control, I want to let go
Non voglio controllo voglio solo lasciare andare

Are you ready? I’ll be ready
tu sarai pronto? Io sono pronta

And now it’s time to let them know
Perchè è ora che tutti sappiano Noi siamo pronti

Anche se non mangi è un piacere averti a tavola e parlare con te

cibo anoressia giovaneNell’articolo che segue si parla di anoressia e disturbi dell’alimentazione. Temi molto delicati non di competenza del counseling.

Quello che posso fare come counselor è essere di supporto ad un percorso seguito da psicologi o psicoterapeuti nelle fasi di mantenimento per l’uscita dal disturbo.

Dell’articolo riconosco la frase: “sul piatto, quindi, non c’è solo la sopravvivenza fisica, ma anche quella psicologica e relazionale”. E’ una frase che racchiude in poche parole tante storie che sento durante i gruppi di “Mi vedo, mi amo, mi nutro” che conduto in Aspic, percorsi di consapevolezza sul proprio rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

Buona lettura.

http://www.fuoritestata.it/anche-se-non-mangi-e-un-piacere-averti-a-tavola-e-parlare-con-te/

Ortoressia: quando mangiare sano è un’ossessione

cibo ortoressiaQuando il desiderio di mangiare sano diventa un’ossessione.

Non conoscevo questa malattia, ortoressia, e questo è un altro esempio di relazione non sana con il cibo.

A differenza dei disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia dove il numero dicono che ne soffrano più le donne, di ortoressia ne soffrono maggiormente gli uomini. Oltre 3 milioni gli italiani soffrono di disturbi alimentari e di questi circa il 15% soffrirebbe di ortoressia, con una netta prevalenza degli uomini (11,3%) rispetto alle donne (3,9%).

Ecco un articolo che racconta dell’orteressia.

Buona lettura

http://d.repubblica.it/lifestyle/2016/06/22/news/ortoressia_mangiare_sano_psico_storie_vere-3127283/?ncid=fcbklnkithpmg00000001